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L'Europa promuove il Brasile

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Con la fine dei privilegi per le esportazioni brasiliane si apre una nuova era...

Era inevitabile e da tempo era previsto. Paradossale che la promozione sia avvenuta, forse non in maniera canonica, attraverso l'eliminazione dei privilegi fiscali di cui godevano tanti prodotti esportati in Europa dal Brasile. La scalata alle classifiche del PIL mondiale che ha visto il Brasile superare tanti paesi europei, tra i quali l'Italia, ed a posizionarsi fra i primi 7 paesi al mondo, ha determinato l'esclusione dell'economia sudamericana dal regime di preferenze generalizzate (SGP).

Il Sistema di Preferenze Generalizzate, creato dalle Nazioni unite nel 1970, allo scopo di favorire le economie meno sviluppate, permettendo che le merci provenienti da certi paesi potessero avere un'accesso privilegiato nel mercato dei paesi sviluppati e facilitando la ripresa e la stabilizzazione di molti paesi dell'allora "terzo mondo".

Il Brasile godeva, al pari di tante altre nazioni dell'area centro-sudamericana, della riduzione parziale o totale dei dazi verso i paesi facenti parte del blocco europeo e verso altri economie avvantaggiate. Si calcola che, con il nuovo provvedimento che modifica il Regime speciale, dei 150 paesi ammessi, solo 90 continueranno ad esserlo. Con il Brasile saranno escluse anche l'india, la Cina ed il Sudafrica tanto per citare le economie che piú hanno ottenuto risultati economici negli ultimi dieci anni. Altri paesi che riconoscevano il regime speciale, come il Giappone, hanno deciso di seguire ed imitare l'iniziativa europea pur con tempi e modalitá differenti.

Questo apre nuovi scenari per il commercio mondiale, sicuramente su basi molto meno sbilanciate e con molti attori ormai in grado di competere alla pari su tutti i mercati. Richiederá certo, da parte di tutti, qualitá, competenza, presenza sui mercati differenziata e contenimento delle spese.

Il Ministero degli Esteri brasiliano ha accusato l'Europa di praticare misure difensive illecite ed ha tentato un ricorso adducendo alla grande parte di popolazione che ancora giace nelle classi meno abbienti come prova che non tutto é oro ció che luccica nelle cifre degli economisti e dei politici ed inneggiando quindi alla relativa necessitá di continuare con gli aiuti che hanno sino ad ora prodotto grandi miglioramenti nell'economia. Appare comunque chiaro, anche e soprattutto agli analisti economici verde-oro, che l'Europa abbia preso atto proprio dei passi avanti compiuti dal Brasile negli ultimi anni, promuovendo di fatto il Paese ad una classe superiore e incitandolo a schierarsi, senza paura, al lato dei piú sviluppati, dimenticando gli anni in cui era un "gigante addormentato".

La sfida é quindi lanciata poiché il paese ha ora bisogno di rinnovarsi profondamente, sia nelle infrastrutture necessarie a tenere il passo delle altre economie in forte espansione e sia per migliorare il suo sistema produttivo, la catena di distribuzione e le metodologie d'esportazione.

Alessandro Colombara

Direzione Esecutiva
Camera di Commercio Italo-brasiliana del Nordest

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