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Ombre sulla raffineria nel Ceará

Ha sorpreso tutti, amministratori pubblici, governo locale, imprenditori, la notizia della drastica virata imposta alla Petrobras dalla sua Presidente, G.Foster. La grande impresa statale, forse sentendo l'eco creato dalla recente diminuizione delle economie BRICS, che, forti come erano di crescite a due cifre, avevano fin qui contribuito in massima parte a tenere acceso il motore dell'economia mondiale, cede ai timori generali di raffreddamento del PIL mondiale per i prossimi anni e stabilisce um cambiamento strategico che disloca ingenti risorse prima destinate al settore di raffinazione, a quello, molto piú redditizio epromettente, dell'estrazione e sfruttamento delle nuove aree di trivellazione off-shore.

Il piano strategico presentato dalla Petrobras nei giorni scorsi al proprio Organo di Amministrazione, taglia circa 8 miliardi di dollari d'investimenti in progetti ancora allo stato embrionale, come la tanto sognata Raffineria Premium II di Pecem. Tali operazioni, cestinabili facilmente dai manager dell'impresa Statale, che guardano ed amano le cifre e soprattutto l'effetto che queste fanno sulle Borse Valori internazionali, sono peró vitali per le economie locali. La Raffineria nel Ceará é un sogno antico, cavallo di battaglia di tanti Governatori; la sua gestazione é sempre andata a rilento, con problemi di ogni genere, non ultimo quello di fantomatici nuclei indigeni stranamente trapiantati a qualche chilometro di distanza dai terreni preposti alla costruzione. Eppure, una volta a regime, il suo impatto sul PIL del Ceará sarebbe notevole, potendolo aumentare anche del 2 %. L'effetto benefico sull'impiego e sulla creazione di nuove professionalitá in una area geografica che, malgrado i recenti miglioramenti, ancora é una delle piú basse in termini di reddito pro-capite, sarebbe tangibile ed auspicabile.

I politici locali, creando un fronte compatto con in testa il Governatore di Stato, hanno giá sfoderato le armi politiche: lo scontro si sposta dai fogli elettronici degli expert in finanza ed amministrazione agli scenari ministeriali e dei banchi del Parlamento Nazionale. Vedremo se la dialettica, se le problematiche politico-sociali regionali, sapranno affrontare la nuda e fredda logica dei numeri. Ci auguriamo che, alla fine, la Compagnia Petrobras, che nello scorso Piano quinquennale di Sviluppo aveva sfoderato 225 miliardi di dollari di investimenti previsti, costituendo un vero record mondiale, primato raggiunto anche dal suo ultimo aumento di capitale, possa tornare a ritenere la Raffineria cearense un progetto sviluppabile per il bene, sicuramente delle sue finanze ma anche e soprattutto dell'imprenditoria e dei cittadini nordestini. 

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