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Il presidente della Camera di Commercio Italo-brasiliana del Nordest, Cesare Villone ed il segretario generale, Alessandro Colombara erano presenti al Seminario “La collaborazione Italo-brasiliana per lo sviluppo delle infrastrutture”, organizzato dall'Ambasciata d'Italia presso la Capitale Federale. L'evento, splendidamente progettato e con interlocutori di grande rilievo e preparazione, ha sottolineato l'importanza delle imprese italiane, ricche in know how ed esperienza internazionale, per il futuro dell'economia brasiliana. L'Ambasciatore d'Italia, Raffaele Trombetta, competente protagonista durante il suo interessante intervento di apertura, ha salutato e ricevuto, con gentilezza e grande cordialitá, i partecipanti all'evento, man mano che questi facevano il loro ingresso nell'ampia Sala Nervi del palazzo sede della Diplomazia italiana in Brasile.

Dopo l'apertura dei lavori con il discorso della piú alta carica diplomatica italiana in Brasile, prendeva la parola il Ministro italiano dell'Ambiente, Corrado Clini, il quale sottolineava come, sempre di piú, la green economy si imponga come esigenza ma anche come fattore di crescita delle aziende e dei paesi che la adottano. Infatti, un paese moderno deve utilizzare con saggezza le proprie risorse naturali ed energetiche e dotarsi di mezzi di trasporto rapidi, economici e puliti in maniera che avvenga quell'ottimizzazione del lavoro sul territorio in grado di generare prosperitá oltre che facilitare gli scambi ed i contatti professionali e favorire la popolazione nelle sue piú ampie necessitá. Ció risulta essere un'imperativo anche per le cittá brasiliane, dove sempre piú si pensa alla riqualificazione di ambienti urbani caotici e privi di verde pubblico, cresciuti in forma anomala e senza pianificazione, rappresentando uno scenario in cui, attraverso la costruzione di metropolitane, strutture viarie e la riforma di interi quartieri degradati, le nostre imprese possono agire.

Da piú voci emerge la necessitá di ingenti investimenti in infrastrutture e logistica per permettere al paese di crescere. Infatti, se questo era cresciuto, durante il decennio passato, con il solo sussidio alla spesa familiare, con l'accesso al credito per cittadini di basso reddito e quindi con la riduzione della povertá ad innescare un ciclo virtuoso di prosperitá, i tempi attuali non permettono piú di influenzare internamente il mercato usando le stesse leve. Solo con una maggiore competitivitá dei prodotti brasiliani, che passa attraverso la costruzione di infrastrutture moderne, efficaci ed economiche e dalla crescita tecnologica delle aziende si potrá iniettare nel sistema quell'energia che fará del Brasile del futuro un paese altamente evoluto e prospero. Quindi la richiesta, veicolata sia dal Ministro dei Porti, Leonidas Cristino ma anche da altri autorevoli rappresentanti del governo brasiliano, alle imprese italiane, perché rinsaldino la loro storica collaborazione col paese sudamericano, che nel corso dei secoli ha prodotto grandi risultati, in una nuova alleanza per un Brasile competitivo. Personalmente ho molto apprezzato l'intervento del Presidente dell' ICE il quale, sinteticamente e direttamente, ha amplificato da un palco autorevole, quello che noi, nella nostra differente statura, diciamo agli imprenditori che quotidianamente ci contattano: é necessario che le imprese italiane che cercano il Brasile, compiano un salto di qualitá, dispongano di tempo e risorse per investimenti ed ingranino la marcia con coraggio per affrontare le sfide che sono alla base dell'imprenditoria. Negli ultimi tempi, rileva l'illustre conferenziere, l'Italia é stata troppo discontinua nella presenza e nello sforzo di mostrare la sua nota ed indubbia capacitá imprenditoriale. Ed il nostro pensiero va, inevitabilmente, alle occasioni perdute, per esempio, qui nel Nordest, dove la nostra Camera, cosciente delle grandi prospettive di queste regioni, opera da alcuni anni; la mancata partecipazione alla fase finale del progetto di costruzione della siderurgica di Pecem, quando giá annoveravamo una nota impresa italiana nella compagine sociale della nascitura impresa che avrebbe realizzato l'impianto; a traino dell'acciaieria, anche il settore della laminazione ci é sfuggito, andando invece ad approdare sulle rive iberiche; la tecnologia eolica, nostra vecchia conoscenza, non vede rappresentanti italiani in attivitá ma ha permesso ad argentini, cinesi e tedeschi di impiantare in loco grandi e promettenti industrie.

Per tornare alla necessitá del miglioramento della logistica, il governo brasiliano diffonde questo valore: 250 miliardi di reais d'investimenti dei quali il 60% nei prossimi 5 anni, per portare il paese in condizioni di crescita e competitivitá. Questa ingente manovra verrá indirizzata ai seguenti settori: Porti. sono necessari nuovi terminal e modernizzazione degli equipaggiamenti logistici oltre a maggiore concorrenza e drastico abbattimento della burocrazia (cosa che, per altro, giá sta succedendo). I porti brasiliani del sud hanno esaurito la capacitá e le merci in eccedenza vengono dirottate sui nuovi porti del nordest (Pecem, per esempio, ha margini ancora enormi di crescita), aumentando inevitabilmente i costi. Ferrovie. Una maglia ferroviaria scarsa e secolare, che da decenni non riceve manutenzione, ha bisogno di urgenti interventi, oltre che di nuove linee che allaccino il nord al sud ed i principali porti. Ricordiamo che la Transnordestina presenta solo il 10% delle opere costruito in quasi 10 anni di progetto. La concessione ai privati, seguendo il concetto europeo di separazione del comparto infrastrutture da quello di gestione del trasporto é la modalitá prevista per i nuovi sviluppi progettuali. Autostrade. Prevista la cessione della rete stradale principale del sud, sudest e ovest a concessionari che, a seguito dei lavori di ampliamento, ne disporranno economicamente. Aeroporti. Si procede con la concessione ai privati degli scali principali. Dopo Guarulhos, Campinas e Brasilia, anche Rio Galeão e Belo Horizonte Confins saranno ceduti. Questa é la via, oltre all'ampliamento e riforma dei terminals esistenti per far fronte alle sfide dei prossimi anni.

Per concludere citiamo l'intervento del rappresentante del BNDES, il quale ha elencato le linee di credito studiate dalla banca nazionale di sviluppo economico per le imprese che volessero partecipare ai citati progetti di upgrade infrastrutturale. Da rilevare, i motivi che sostengono la fiducia nell'economia brasiliana, analizzati dall'autorevole istituto di credito ossia: forte e permanente ascesa classe media, banche robuste e senza attivi problematici; situazione debitoria con l'estero sotto controllo, governo stabile e con capacitá immediata di risposta (tipica del sistema presidenziale) ed inoltre, le citate spese per ammodernamento dell'infrastruttura incideranno sul debito pubblico in maniera marginale, essendo basate in larga parte su iniziativa privata.

La nostra valutazione complessiva della giornata non puó che essere positiva: un evento molto ben realizzato, pragmatico, professionale, diretto e costruttivo. Una sferzata all' imprenditoria nazionale alla quale sono state mostrate nuove frontiere in una terra che abbiamo aiutato ad essere florida nel passato e che, con la nostra competenza e disciplina, aiuteremo ad essere fra le nazioni piú economicamente importanti al mondo.

 

 

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Pubblico e partecipanti al seminario riuniti nella Sala Nervi L'edificio dell'ambasciata d'Italia in Brasilia 
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