Italian English Portuguese Spanish

Zona Franca per Esportazioni

 

Si tratta di un'evento molto importante e questo editoriale si presenterà quindi in forma piú tecnica, impegnato nello spiegare gli effetti e ricadute che la nuova attività comporterà nell'economia dello Stato.

Alla presenza del Governatore del Cearà e dello stato maggiore dell'amministrazione statale, sono stati finalmente aperti i cancelli che separano i cinquecento ettari di terreno dedicati alla ZPE dal resto dell'area del Complesso Industriale e Portuale di Pecem (CIPP). La localizzazione è strategica: un grande porto, nuovo, attrezzato, geograficamente ben posizionato fra le rotte del nuovo e potenziato Canale di Panama, l'Europa ed il Sud-America. Ampie e moderne infrastrutture sono in costruzione od in fase di progetto ed il tutto è funzionale a spingere il CIPP a diventare un polo fondamentale per l'economia regionale, raddopiando le esportazioni dal porto di Pecem.

Le Zone franche per Esportazione nascono con una Legge nazionale il cui progetto prevede la creazione di una ventina di aree geografiche, scelte fra le zone meno avvantaggiate economicamente, in cui si permette alle imprese ivi ospitate di produrre ed esportare senza obbligo di pagamento delle imposte nazionali, di importare materia prima sia dal mercato interno che esterno, utilizzandola nelle produzioni con le stesse modalità e di lavorare senza l'obbligo del cambio di valuta. Quest'ultimo vantaggio, in tempi attuali di volatilità cambiale, è una grande sicurezza per le imprese. Inoltre, se l'area di trova nelle regioni Nord e Nord-est, potrà essere richiesta l'esenzione fino al 75% dell'imposta sui redditi delle persone giuridiche. Interessante anche la possibilità di introdurre sul mercato nazionale l'eccedente all'ottanta percento del fatturato prodotto e destinato per legge all'estero. La ZPE si sviluppa in un perimetro iniziale di cinquecento ettari completamente recintato e soggetto al controllo doganale. Nei prossimi anni è prevista l'estensione dello stesso fino ad occupare quasi cinquemila ettari di terreno nella zona portuaria. Quella di Pecem è oggi la prima ZPE ad operare in territorio nazionale e ció rappresenta motivo di orgoglio per l'amministrazione al governo.

Per comprendere appieno cosa significhi, per un paese emergente, dotarsi di queste strutture, prenderemo ad esempio la potente Cina: nel paese asiatico sono in funzionamento circa duemila zone analoghe alle ZPE, responsabili negli ultimi vent'anni della progressiva ed inarrestabile performance economica esportatrice cinese. Dotandosi di strutture come quella appena inaugurata, il Brasile permetterà alle sue imprese di lavorare ed esportare in condizione di uguaglianza con altri paesi concorrenti oltre che a creare sviluppo e posti di lavoro in aree in cui difficilmente sorgerebbero iniziative industriali; i vantaggi derivanti dalle zone franche attrarranno investimenti stranieri potenziando così il tessuto economico locale. Alcune imprese già operano nella ZPE Cearà: il Complesso Siderurgico di Pecem, la Vale Pecem, una sussidiaria della Vale do Rio Doce S.A., la Durametal, impresa locale del comparto metallurgico.

La Zona franca di Pecem è funzionale a tutti i grandi progetti industriali in andamento nel settore: la sua mancanza renderebbe inutile la costruzione della grande acciaieria CSP e, con effetto a catena, la venuta quasi sicura di tutta una serie d'imprese che qui costituiranno un nuovo polo meccanico, avvalendosi della potenzialità del Cearà per la sua posizione e logistica privilegiata, dove già si proiettano tendenze a medio termine e scenari compatibili con il sorgere, in quest'area, di un grande centro di smistamento, oltreché di produzione, che permetterà la distribuzione di merci e materie verso l'Europa, l'Asia (raggiungibile con alcuni giorni di navigazione in meno grazie al nuovo ed allargato Canale di Panama) e le Americhe.

Insomma, abbiamo voluto dare risalto, senza aggiungere opinioni e considerazioni personali, a questa notizia, che cosí bene rappresenta il volto del nuovo Cearà e la sua propensione allo sviluppo industriale. Unendo questa vocazione con il supporto fornito dalla nostra Camera, invitiamo le numerose realtá industriali italiane, desiderose di intraprendere operazioni in linea con la sempre piú necessaria internazionalizzazione, ad interpellarci per qualsiasi informazione relativa a progetti futuri nella regione nord-est.

share